La lana

La lana è una fibra tessile naturale che si ottiene principalmente dal vello di ovini (pecore e di alcuni tipi di capre), ma anche da conigli, camelidi (cammelli) e alcuni tipi di lama. Si ottiene attraverso l’operazione di tosatura, ovvero taglio del pelo, che per le pecore avviene in primavera. La lana che si ottiene è definita lana vergine.

La lana di pecora è utilizzata da sempre dall’uomo in diverse applicazioni, le più diffuse delle quali sono quelle legate all’abbigliamento (capi in lana), all’arredamento (tendaggi, tappeti, tessuti per arredamento ecc.) o alle imbottiture (cuscini e materassi).

La fibra di lana è una struttura a composizione complessa. Essa è costituita da una sostanza proteica, la cheratina, e possiede una struttura circolare, rivestita esternamente da squame, con numerose ondulazioni elastiche, origine della caratteristica arricciatura.

L’uomo non è riuscito a produrre artificialmente una fibra con le stesse straordinarie caratteristiche della lana, e anche se gli ultimi 100 anni hanno visto una progressiva contrazione dei consumi della lana e una crescita dell’uso delle fibre sintetiche, derivate dalla lavorazione di materie prime di origine petrolchimica, il sistema economico e produttivo occidentale, se vuole ridurre il suo impatto ambientale dovrà fra le altre cose rivalutare l’uso di questo eccezionale materiale naturale.

La struttura della fibra conferisce alla lana morbidezza, elasticità, igroscopicità, elevata capacità di isolamento termico e acustico, resistenza termica a secco, per via dell’aria trattenuta tra le fibre. E’ scarsa invece la resistenza alle sollecitazioni meccaniche.

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La lana possiede inoltre non produce polveri, non rilascia sostanze tossiche, non irrita le mucose, non diffonde nell’ambiente fibre respirabili o inalabili che possono danneggiare la salute.

La lana può contribuire all’abbattimento di gas inquinanti, smog e sostanze dannose per la salute come formaldeide, ossidi di azoto e ossidi di zolfo (prodotti in ambiente indoor da fornelli, vernici, resine, intonaci, isolanti sintetici, ecc), che per la sua natura chimica riesce ad assorbire, con l’effetto indiretto di diminuire l’impatto sanitario sulle popolazioni esposte a tali agenti dannosi in ambito indoor.